Ricetta per una crisi (dosi per 6 miliardi)
Ammettiamolo: non abbiamo capito cosa è successo. Eravamo lì, nei primi mesi del 2007, a parlare del Dow ormai verso lo sfondamento della quota 15.000. Un anno dopo, il numero più citato era 1929, funesto riferimento alla più grave crisi del capitalismo. Prevedibilmente i mezzi di informazione sono passati dall'Inno alla Gioia di Beethoven al Requiem di Mozart.
Sepolti i risparmi, è scattata la caccia al killer, con l'abituale lucidità. Forse, però, sarebbe stato più opportuno cercare il cuoco, che questa è stata una lasagna ricca di delizie, preparata accuratamente e tenuta a lungo in forno.
Nei prossimi post cercheremo di capire come fare a organizzare una crisi quando aspetti a cena 6 miliardi di persone.
Per il momento procuratevi i seguenti ingredienti:
- qualche paese con consumo eccessivo
- qualche paese con risparmio eccessivo
- una valuta di riserva
- un mercato finanziario troppo sviluppato
- liquidità abbondante
- due o tre derivati esotici (non del latte)
- un pizzico di regolamentazioni sbagliate
- un paio di obiettivi politici opinabili
- un pugno di controllori distratti
- aromi a piacere
Un'avvertenza prima di mettersi ai fornelli: non lasciatevi distrarre da effetti appariscenti come le truffe o gli stipendi d'oro dei banchieri. Badate all'arrosto, non al fumo.
Apprendisti stregoni
Suona la sveglia, ti alzi, prendi l'auto, vai al lavoro, o a cercare un lavoro, pranzi, torni a lavoro, o a cercare un lavoro, esci, metti la benzina, fai la spesa, compri una camicia, vorresti qulla giacca ma oggi non è il caso, torni a casa, accendi le luci, il forno, ceni, leggi un libro, vai a letto. Se sei fortunato. Altrimenti ti svegli e fai 5 km a piedi per andare a prendere l'acqua e hai qualche problema in più che il cercare un lavoro.
Qualsiasi gesto, a qualunque latitudine, è intrinsecamente economico, ha a che fare con scelte, tue o di altri, che determinano le condizioni in cui vivi: hai comprato una sveglia, che qualcun altro ha prodotto e un altro ancora ti ha venduto. Per farlo hai deciso che una parte del tuo reddito poteva o doveva essere utilizzata subito (consumo). D'altro canto, chi ha costruito la sveglia, ha dovuto acquistare macchinari (investimento) potendo contare su disponibilità sue o di altri (risparmio).
Insomma, per quanto noiosa, arida e "negativa" possa apparire, l'economia intanto esiste in quanto esiste l'uomo. Questa circostanza ne rende lo studio enormemente complesso e affascinante, perchè al di là di definirne le categorie (consumo, risparmio, etc.), rimane sempre il problema di capire come l'individuo effettua le proprie scelte. E non c'è niente al mondo di più complesso e ignoto del cervello umano.
Gli autori di questo blog non ne sanno nulla di neurologia. E hanno anche una limitata comprensione dei fenomeni economici: di contro hanno molta curiosità, una certa familiarità con lo studio e un tendenziale scetticismo verso i luoghi comuni. Propendono per una visione liberale, da un punto di vista politico, e liberista sul piano economico, ma vorrebbero evitare di farsi ingabbiare da dogmi e dottrine precotte. Chissà che, dando voce ai propri pensieri, non riescano alla fine a capire qualcosa in più.