Apprendisti stregoni

Suona la sveglia, ti alzi, prendi l'auto, vai al lavoro, o a cercare un lavoro, pranzi, torni a lavoro, o a cercare un lavoro, esci, metti la benzina, fai la spesa, compri una camicia, vorresti qulla giacca ma oggi non è il caso, torni a casa, accendi le luci, il forno, ceni, leggi un libro, vai a letto. Se sei fortunato. Altrimenti ti svegli e fai 5 km a piedi per andare a prendere l'acqua e hai qualche problema in più che il cercare un lavoro.

Qualsiasi gesto, a qualunque latitudine, è intrinsecamente economico, ha a che fare con scelte, tue o di altri, che determinano le condizioni in cui vivi: hai comprato una sveglia, che qualcun altro ha prodotto e un altro ancora ti ha venduto. Per farlo hai deciso che una parte del tuo reddito poteva o doveva essere utilizzata subito (consumo). D'altro canto, chi ha costruito la sveglia, ha dovuto acquistare macchinari (investimento) potendo contare su disponibilità sue o di altri (risparmio).

Insomma, per quanto noiosa, arida e "negativa" possa apparire, l'economia intanto esiste in quanto esiste l'uomo. Questa circostanza ne rende lo studio enormemente complesso e affascinante, perchè al di là di definirne le categorie (consumo, risparmio, etc.), rimane sempre il problema di capire come l'individuo effettua le proprie scelte. E non c'è niente al mondo di più complesso e ignoto del cervello umano.

Gli autori di questo blog non ne sanno nulla di neurologia. E hanno anche una limitata comprensione dei fenomeni economici: di contro hanno molta curiosità, una certa familiarità con lo studio e un tendenziale scetticismo verso i luoghi comuni. Propendono per una visione liberale, da un punto di vista politico, e liberista sul piano economico, ma vorrebbero evitare di farsi ingabbiare da dogmi e dottrine precotte. Chissà che, dando voce ai propri pensieri, non riescano alla fine a capire qualcosa in più.

 

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